“Al vedere la stella”: un’esperienza di servizio con i bambini di Betlemme

di Roberta Lancellotti - L’Ac lancia l’iniziativa di servizio in Terra Santa. Un’opportunità per tanti giovani (e non solo) di custodire chi ogni giorno continua a nascere al di là di un muro che ci rende distanti

Nella sua relazione, il presidente nazionale Matteo Truffelli ha lanciato un nuovo progetto: “Al vedere la stella”, un’esperienza di servizio con i bambini di Betlemme. L’Ac vuole iniziare una collaborazione con la casa famiglia Hogar Nino Dios a Betlemme: un’occasione per giovani e adulti di fare servizio in Terra Santa. Ma scopriamo meglio questa realtà. L’opera di Hogar Nino Dios nasce nel 2005, grazie all’impegno delle suore del Verbo Incarnato. La casa famiglia oggi ospita 28 bambini speciali, con handicap fisici o psichici, orfani o provenienti da famiglie in difficoltà. Stare accanto a questi bambini significa far scoprire loro che hanno dei doni speciali attraverso l’amore che sperimentano giornalmente. “Vivere a Betlemme oggi non è semplice - racconta Abuna Mario, o meglio don Mario Cornioli, che da Fiesole si trova a Betlemme ormai dal 2009 e ha preso a cuore l’opera di Hogar Nino Dios - Betlemme è una piccola prigione chiusa da un muro che impedisce di comunicare e di andare oltre. Il muro soprattutto chiude il futuro. I nostri cristiani si sentono soli, abbandonati. Il ponte che l’Ac vuole gettare per superare il muro che divide Betlemme dal resto del mondo è importante perché ci permetterà di uscire, di conoscere, di far sentire la voce dei nostri cristiani che vivono questa situazione difficile”. L’idea della collaborazione tra Azione cattolica e Hogar Nino Dios è nata insieme alle tante visite che il centro nazionale e la presidenza di Ac ha fatto in Terra Santa negli ultimi anni. A partire da questa estate, una volta al mese un gruppo di volontari avrà la possibilità di essere speciali con dei bimbi speciali. Questa esperienza è un modo concreto di prenderci cura del presente come Associazione, e di custodire chi ogni giorno continua a nascere al di là di un muro che ci rende distanti. Chi vorrà lanciarsi in questa iniziativa avrà modo di incontrare la carne vera di Gesù Bambino, di prenderlo in braccio e sentirlo vivo.

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