L’Ac verso la Settimana Sociale. Intervento di Sergio Gatti

Sergio Gatti

di Davide De Amicis - L’invito del vice presidente del Comitato delle Settimane sociali all’Ac :«Creare delle nuove categorie culturali anche per il lavoro, senza ricette, perché i robot arriveranno, li hanno inventati gli uomini che, quindi, sono ancora i protagonisti di questo cambiamento».

È una Festa del lavoro, di chi ce l’ha, di chi l’ha perso e di chi lo cerca, che guarda alla prossima Settimana sociale dei cattolici di Cagliari, che avrà luogo dal 26 al 29 ottobre prossimi, quella celebrata quest’oggi all’interno della XVI Assemblea nazionale grazie alla presenza di Sergio Gatti, vice presidente del Comitato delle Settimane sociali, che ha tenuto una relazione dal tema “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale: l’Azione cattolica verso la Settimana sociale». Un cammino chiama i laici di Ac a essere protagonisti: «Protagonisti – esordisce Gatti – con una carica che viene dal di dentro, con quella cura spirituale e interiore che rappresenta uno dei paradigmi principali dell’associazione, ma anche con una nuova spinta che viene dal di dentro per affrontare le esigenze e le urgenze che emergono dai territori diocesani e parrocchiali». Anche con queste motivazioni, l’Ac può ripartire il proprio cammino associativo dopo l’anniversario dei suoi primi 150 anni: «L’associazione – sottolinea Gatti – deve ripartire a vivere il suo 151° anno senza nostalgia, come affermava l’assistente generale monsignor Sigismondi, ma con la capacità di generare nuovi processi». Nuovi processi che, ad esempio, dovranno essere elaborati anche guardando alle innovazioni tecnologiche, con il paventato avvento dei robot: «Una novità – osserva il vice presidente del Comitato delle Settimane sociali – che può essere preparata e indirizzata all’insegna della convivenza, tra quelli che sono i lavori manuali, intellettuali e di ricerca tradizionali con quelli che saranno i nuovi cittadini del mondo del lavoro, ovvero i robot». Un avvento che anche l’Azione cattolica può contribuire a preparare con serenità: «Creando  delle nuove categorie culturali – propone Sergio Gatti –, com’è proprio dell’associazione, senza ricette, perché i robot arriveranno, li hanno inventati gli uomini che, quindi, sono ancora i protagonisti di questo cambiamento». In definitiva, la parola d’ordine è elaborare nuove prassi: «Rispondiamo a questo cambiamento – conclude Gatti – con prassi da Rerum Novarum, che ha già cambiato la storia e che noi oggi dobbiamo nuovamente cambiare».