La parola ai delegati. Accostarsi alla realtà come un tempo di grazia

di Roberta Lancellotti - Tra le riflessioni e i dialoghi, tra i dibattiti e le votazioni, i delegati trovano il tempo di condividere le loro considerazioni rispetto a questi primi giorni di lavori assembleari

La XVI Assemblea Nazionale di Ac prosegue e si arricchisce di riflessioni, pensieri condivisioni. Per rispondere a chi da casa si sta chiedendo quale clima si respiri a Roma, ecco alcune risonanze e punti di vista su queste prime giornate di lavori assembleari. La prima serata ha visto come protagonisti Enzo Bianchi in dialogo con il giornalista Marcello Sorgi, mentre questa mattina l’omelia di mons. Galantino e la relazione del presidente Matteo Truffelli hanno offerto validi e numerosi spunti e provocazioni ai partecipanti. Da Nord a Sud, dai ragazzi dell’Acr ai più adulti, tutti all’assemblea nazionale si sentono coinvolti nel grande impegno di guardare con occhi nuovi l’Ac e la realtà. Tra i delegati ad esempio c’è Antonello Ferrara, segretario del Mlac della diocesi di Roma che, riprendendo l’invito di Enzo Bianchi ad “andare nella piazza”, pensa che sia significativo “perché possiamo considerare l’esterno delle mura delle parrocchie un luogo di impegno costante, soprattutto nel mondo del lavoro”. Manuel Mussoni, presidente diocesano di Rimini, ripensando alle parole ascoltate, dice: “ho apprezzato particolarmente la libertà con cui mons. Galantino ci ha esortati a stare in situazioni di scomodità come segno di una partecipazione a quello che è il richiamo della Evangelii Gaudium. Credo che un cristiano oggi non esprima la sua profondità spirituale nell’avere tutto definito, stabile e raggiunto, ma nel trovare la forza e la serenità di stare dentro al precario e al flessibile”. Dalla diocesi di Aversa, il vice-presidente del settore Giovani Pietro Cesaro, è rimasto colpito dal discorso del presidente nazionale: “mi ha spinto a riflettere sulla precarietà della nostra realtà e su come l’Ac abbia il compito e la missione di stabilire legami autentici e educare a un pensiero critico nei confronti della realtà stessa. Se impareremo a farci carico di questo sapremo seminare semi di speranza”. Tra i più giovani ci sono anche gli studenti, come Matteo Limoncini, segretario del Msac della diocesi di Tortona: “rimango sempre stupito dalla forza dei legami che nascono e che caratterizzano l’associazione, dagli adultissimi all’Acr, da Aosta a Mazara del Vallo. È questo il bello dell’Ac”. 

Giorni di riflessione ma non solo, sono anche momenti per far risuonare le attese di ciascuno, soprattutto di chi, come Sara Zambelli, vice-presidente del settore Giovani della diocesi di Cesena, ha dato la sua disponibilità a un servizio di responsabilità diocesano: “spero di riuscire a lavorare molto con e per i giovani, perché abbiamo bisogno sia di formazione personale e spirituale, ma anche di formazione politica e sociale per educarci al bene comune”. Risuonano in queste ore le parole di Matteo Truffeli, anche in Teresa Civita, responsabile Acr della diocesi di Andria, che condividendo dice: “sono rimasta molto colpita del concetto della speranza che riceviamo dal futuro. Non è facile crederci, perché il futuro è sempre incerto e ne abbiamo spesso timore. Eppure la fede nasce dalla speranza, e se siamo capaci di trovare speranza nel futuro, allora è nel presente che ci giochiamo tutto”. Tra i partecipanti all’assemblea ci sono anche presidenti e delegati che vengono dalle zone del centro Italia che questa estate sono state colpite dal terremoto. In particolare Silvia Di Donna, presidente diocesana di Rieti, nota come il tema dell’Assemblea sia particolarmente vicino alla realtà della sua diocesi: “quando c’è qualcosa che ti scuote sei costretto a fare dei cambiamenti. Fare nuove tutte le cose, custodi dell’essenziale: noi questa estate ci siamo trovati ad affrontare un evento inaspettato, e insieme a quello siamo stati veramente obbligati a fare scelte nuove. L’importante è accostarsi alla realtà con un atteggiamento propositivo per renderla un tempo di grazia”.