Un tempo forte di discernimento comunitario con lo sguardo fisso alla realtà

mons. Sigismondi, Matteo Truffelli, Paul Bhatti

di Francesca Polacco  - Gratitudine. È questa la parola che risuona forte nei tre interventi che aprono la XVI Assemblea dell’Azione cattolica e che danno il benvenuto agli oltre mille delegati provenienti da tutte le regioni italiane. È mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale e vescovo di Foligno, il primo a manifestare la propria gratitudine verso l’assemblea per l’accoglienza calorosa, verso papa Francesco per averlo “chiamato” a questo servizio e verso il suo predecessore, mons. Mansueto Bianchi: “Sento viva la presenza nel mio cuore di chi mi ha preceduto – ha detto commosso – e che ancora da lassù ci guarda e ci benedice”.

Anche il presidente dell’Azione cattolica Matteo Truffelli ha rivolto il suo primo pensiero a mons. Bianchi verso il quale ha espresso parole di profonda gratitudine “per il suo sguardo sapiente e sagace, per la sua spiritualità profonda e appassionata, per l’amicizia sincera e discreta”.

È il presidente onorario Paul Jacob Bhatti, ministro per le minoranze del Pakistan, infine, a esprimere gratitudine per essere stato invitato a dare la sua testimonianza appassionata e dolorosa, una testimonianza che racconta la difficile situazione dei cristiani nel suo Paese, perseguitati e uccisi a causa della propria fede, ma nonostante questo zelanti e fieri di professarla. Racconta di uomini, donne e bambini assassinati nelle chiese, dell’omicidio di suo fratello a cui con insistenza chiedeva di trasferirsi in Italia o Canada (dove vive tutta la sua famiglia) per sfuggire alle numerose minacce ricevute. “Se mi portate altrove potete salvare la mia vita ma uccidete la mia fede”, ripeteva. E dunque l’invito a sentirsi tutti responsabili dell’odio, della violenza, delle discriminazioni e a sentirsi “chiamati” a operare per il bene comune e per la pace.

Una presenza, quella di Paul Bhatti, che “ci aiuta a tenere lo sguardo fisso sulla realtà”, ha sottolineato il presidente Truffelli promettendo il suo personale sforzo, e quello dell’intera presidenza, a non distogliere mai lo sguardo dal mondo durante queste giornate.

“L’assemblea non è una cosa che riguarda solo l’Azione cattolica – ha continuato – ma riguarda tutta la Chiesa italiana, e segno di questo legame è la lettera che la presidenza della Conferenza episcopale ci ha voluto inviare in occasione del 150esimo anniversario della fondazione della nostra associazione”. Una lettera carica di gratitudine per la fedeltà che l’Ac ha sempre dimostrato alla Chiesa, «per l’impegno a tradurre a livello popolare le scelte maturate dall’Episcopato per l’attuazione delle indicazioni conciliari», per la “scelta religiosa”, per l’impegno a essere “scuola di santità”.

Come “un tempo forte di discernimento comunitario” ha invece descritto il momento assembleare mons. Sigismondi durante la preghiera introduttiva. Un momento forte e importante per l’associazione e per la Chiesa che richiede “maturità umana e spirituale, capacità di lettura dei segni dei tempi, affinità con le intenzioni della Chiesa e, soprattutto, uno stile di comunicazione fraterna che faccia emergere come principio educativo la spiritualità della comunione e come criterio orientativo la logica della convergenza”.  Questo presuppone “di dialogare – come osserva papa Francesco –, cioè di ascoltare con umiltà e parlare con franchezza”.

E poi il momento dei saluti da parte del presidente a tutto coloro che hanno fatto e fanno parte dei 150 di storia dell’Azione cattolica: gli ex assistenti, gli ex presidenti, gli ex membri di presidenza, i presidenti e i rappresentati dei movimenti interni all’Azione Cattolica. Il presidente ha dedicato inoltre un saluto speciale al Fiac che sta celebrando il Congresso internazionale proprio in questi giorni, ai tanti rappresentati delle diverse aggregazioni e movimenti laicali con i quali l’Ac condivide “un cammino di corresponsabilità all’interno della Chiesa”, e soprattutto ai delegati delle regioni colpite dal terremoto (Umbria, Marche, Lazio) per dire la solidarietà e la vicinanza della presidenza e di tutta l’associazione.

“A chi è alla sua prima volta e a chi è qui per l’ennesima volta: un grande augurio di corresponsabilità e un ringraziamento per la generosità, la passione e la fiducia che ci avete messo per essere a servizio della nostra associazione e della nostra Chiesa e del mondo, certo che questo impegno farà più bella la nostra vita”, ha concluso Truffelli.

Matteo Truffelli
Il tavolo della presidenza
Un momento dell'intervento di Paul Bhatti
Il tavolo della presidenza
Balliamo tutti insieme con gli inni dell'Acr
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